domenica 4 settembre 2011

Troppo lontano.

-Allora? Ti portano ad Aosta per il concerto?-
-No, ed è quasi ovvio che sia così. Ma forse è ovvio per loro. Posso promettergli anche l'impossibile, ma non mi ci mandano lo stesso. Ed è vero, cioè, è lontana Aosta e sicuramente ci saranno più di mille occasioni per rivederli, ma io ho bisogno di Loro adesso...-
-Ci saranno altre occasioni, lo hai detto, no?-
-Sì, ma vedi, è come quando torna un amico dopo un lungo viaggio: non vuoi andare da lui? Non ti è mancato così tanto da piangere, pensando a lui? Questo tuo amico, poi, è una persona speciale: lui è quella persona che ti fa sorridere quando ti sembra che la tua strada sia buia, lui è gioia sotto sembianze umane. E poi torna, torna a emozionare, a divertire la gente e tu? Tu devi restare a casa, perché comunque, lui, abita lontano. E nonostante la distanza tu continui a sperare di rivederlo, perché ti manca, perché ti sembra quasi tutto talmente assurdo senza lui...-
-Non è la stessa cosa.-

-Ah, ed anche questo è giusto! Pare che Loro non siano umani.-
-Non fraintendermi, ma tu non ti puoi affezionare a dei musicisti: lo sai che non ci saranno mai per te!-



E sei lontano, e sei vicino, sei un ricordo a cui non posso continuare ad aggrapparmi.

E sei dolore, e sei un sorriso, sei un ricordo che mi tormenta già dal mattino.

E stanotte chiuderò gli occhi con la speranza di riuscire slegarti dai miei sogni.

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