Parto dal presupposto che scrivere di me non mi piace per niente; parto dal presupposto che su di me, credo non ci sia niente da dire, secondo me.
E poi è da tanto che non scrivo da qualche parte il mio nome, scrivo sempre e solo il suo, ovunque.
E parliamo pure di me, allora: mi chiamo Benedetta, ma tutti mi chiamano Benny, ho 16 anni e vivo a Marigliano, un paese sconosciuto in provincia di Napoli.
Mi dicono che sono un tipo troppo pessimista, ma io penso di essere solo abbastanza realista: credo che l'ottimismo sia una sorta di realtà falsa e illusoria, il pessimismo invece è sempre lì pronto a trattenerti se vai troppo oltre. Dicono che sono un tipo strano, che cambio umore facilmente e che quando rido, rido troppo. Mi accusano di mettere troppo trucco nero, lo dice anche il professore di educazione fisica; e mi dicono anche che alle volte dovrei vestirmi con colori più vivaci e accesi: sono monotona con i soliti colori scuri.
Non mi reputo una persona simpatica, invece sono una persona molto ingenua e paurosa. Alle volte risulto egocentrica, fredda e indifferente, ma in fondo credo di essere una persona buona. Sono, inoltre, una persona alle volte troppo superficiale e con poca autostima.
La scuola non è in lista tra le cose che mi piace fare. Frequento un liceo scientifico, ma odio la matematica e il latino: ancora non riesco a capire perché sono lì dentro. Studiare mi annoia, ma mi piace scrivere e scrivo parecchio. Dicono anche che son brava a scrivere, ma non ci credo più di tanto. Però scrivere è diventato molto importante per me: mi è utile per sfogarmi, per esprimermi e per liberarmi dai pensieri che mi tormentano continuamente.
Penso di essere una persona lunatica.
Mi piace perdermi nel mio mondo, mi piace usare la fantasia, mi piace chiudere gli occhi e ritrovarmi insieme al mio amore platonico.
Non sono un tipo che segue la gente, preferisco mostrarmi diversa e andare avanti a testa alta e contro corrente.
Adoro il suono della chitarra e quello così soave della sua voce, ma detesto la distanza, perché mi separa da Lui e dalle mie amicizie.
Sono una fan dei dARI, mi piace la loro musica e giro con aria fiera per i corridoi della scuola con il mio zaino ormai del tutto dARIzzato!
Quando parlo dei dARI nessuno vuole ascoltarmi, dicono che so parlare sempre e solo di loro, dicono che se non parlo di loro, non ho argomenti in una conversazione! Dico sempre che non è vero, però alle volte mi ritrovo davvero in situazioni del genere.
Dunque ora sappiamo anche che sono molto fastidiosa.
In alcuni momenti mi sento incompresa, sola, ma so sempre di poter contare sulle mie amicizie. Ammetto di non essere una persona che si ritrova in compagnia di tanta gente: preferisco quella cerchia ristretta di persone vere, sincere e che sanno capirmi. Solitamente preferisco l'amicizia maschile, perché molto spesso non mi ritrovo ad andare d'accordo con le ragazze. Ecco, mi dicono che sono un maschiaccio!
E in questo momento è appena finita l'ultima canzone del CD che stavo ascoltando.
Con lei son finiti anche i miei argomenti. Ho parlato dei dARI, ma nessuno mi ha urlato contro che devo smetterla di parlare di loro, quindi mi va bene così: son contenta.
Penso di aver scritto abbastanza, o forse voglio fermarmi solo perché di me non so più niente. In effetti son sempre una sedicenne: tento ancora di creare un buon rapporto con me stessa e penso di non conoscere del tutto la Benedetta che è ancora nascosta dentro di me.
Penso sia meglio concludere qui, anche perché altrimenti finirei per parlare dei dARI, un'altra volta!
Intanto il CD parte di nuovo.
E io credo basti questo per capire chi sono, per capire come sono, o no?
Ah giusto, dimenticavo un'ultima cosa, forse la più importante: sono innamorata di un cantante.
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